“8 marzo. Giornata Internazionale della Donna”

8 marzo 2021 con Carla Nespolo from ANPI on Vimeo.

A noi donne nessuno mandava la cartolina precetto”, ricordava la partigiana Nori Brambilla Pesce. “La nostra scelta fu proprio volontaria, perché avremmo potuto stare a casa ad aspettare che la guerra finisse. Ci fu da parte nostra una grande partecipazione, non solo perché molte avevano magari il padre, il fratello, o il fidanzato tra i partigiani, ma perché avevamo la consapevolezza di contribuire alla lotta di tutti. Lottavamo per la libertà e anche per la nostra condizione di donne. Il fascismo ci aveva ridotto in uno stato di totale inferiorità rispetto agli uomini: le donne dovevano solo stare a casa e occuparsi dei figli. In realtà poi le donne andavano a lavorare perché ne avevano bisogno, ma erano più sfruttate degli uomini e peggio pagate. Quindi la Resistenza delle donne ha avuto anche questo aspetto: di rivendicazione dei nostri diritti, che sono stati poi inseriti nella Costituzione.”
In effetti la Carta all’articolo 3 sancisce questa uguaglianza di “sesso”, affermazione da alcuni giudicata superflua. Ma, al riguardo, la senatrice Lina Merlin aveva insistito: “Conosco la storia. Nel 1799 furono solennemente proclamati in Francia i diritti dell’uomo e del cittadino e le costituzioni degli altri paesi si uniformarono a quella proclamazione che in pratica fu solo platonica, perché cittadino era considerato soltanto l’uomo e non la donna”.
Per decenni questa uguaglianza è rimasta sulla carta e le disparità sono rimaste sia nella legislazione sulla famiglia, che in ambito lavorativo e sociale; anche laddove le norme hanno nel tempo affermato la parità dei diritti nella quotidianità gli squilibri sono spesso rimasti, acuiti nei momenti di crisi. L’attuale pandemia ha nuovamente segnato un arretramento nella condizione della donna; al riguardo basta considerare il dato drammatico dell’Istat sull’occupazione a dicembre: su 101.000 persone che hanno perso il lavoro, 99.000 erano donne. A ciò si aggiunge la carenza dei servizi sanitari e sociali di base e la chiusura dei consultori (a tal proposito sabato 6 marzo a Cinisello Balsamo ha avuto luogo un flash mob proprio per sollecitare la riapertura e l’ampliamento dei servizi alle donne e alla famiglia).
È giunto nuovamente il tempo per rivendicare l’effettiva realizzazione di quella parità che la Costituzione proclama e provoca un senso di sconforto verificare che molte delle richieste delle donne di oggi erano parte delle loro lotte già negli anni settanta del secolo scorso.
Sulla condizione femminile vi proponiamo la visione del video “8 marzo. Giornata Internazionale della Donna” realizzato dalla sezione Giulio Grassi dell’Anpi di Bresso in collaborazione con la Fondazione Brambilla Pisoni e l’Anpi di Bologna:
Buona visione e buon 8 marzo di gioia e di lotta per l’affermazione dei diritti delle donne.
IL COMITATO

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