8 ottobre 1944

ITINERARI DELLA MEMORIA

Valsassina – Premana – Casarsa – Barconcelli

DOMENICA 13 MAGGIO 2018

Rendiamo omaggio con due targhe commemorative in ricordo dei quattro partigiani che l’8 ottobre 1944, nella zona di Premana, presso l’alpeggio di Casarsa, morirono in uno scontro con i fascisti.

L’8 ottobre 1944, nella zona di Premana, presso l’alpeggio di Casarsa, in uno scontro con i fascisti caddero quattro partigiani:

Cereda Mario (Marino) nato a Rivolta d’Adda il 18 maggio1922. Arruolato nella R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana), a maggio del 1944 fuggì recandosi a Introbio dove trovò il contatto con il dottor Piero Magni, Comandante Militare, tra i primi organizzatori della Resistenza in Valsassina. Alla Liberazione, la sua salma venne trasportata nel cimitero di Rivolta D’Adda dove fu sepolta il 27 maggio 1945.

Pennati Guglielmo nato a Casatenovo il 23 marzo 1923. Militare all’Autocentro di Oggiono disertò dopo l’8 settembre del ‘43. Fece parte del Distaccamento Carlo Marx della 55^ Fratelli Rosselli, assieme ad altri 11 partigiani di Casatenovo e dintorni. Il Distaccamento apparteneva al 1° Battaglione della Brigata Fratelli Rosselli il cui comandante Franco Manzotti era anch’egli di Casatenovo. Il suo corpo venne ritrovato il 19 maggio 1945.

Sala Fernando nato il 20 maggio 1927 a Cinisello, svolgeva la professione di operaio alla Breda. Impegnato nelle lotte all’interno della fabbrica nelle file del Fronte della Gioventù, dovette rifugiarsi in montagna a seguito delle persecuzioni per gli scioperi del marzo ‘44. Fu partigiano della 119^ Brigata Garibaldi S.A.P. Quintino di Vona e della 55^ Brigata Garibaldi d’Assalto Fratelli Rosselli.

Partigiano sconosciuto il cui corpo venne ritrovato nella primavera successiva. Fonte dal libro “Vit de quai sort” di Antonio Bellati.

 vicino al luogo dove caddero i quattro giovani partigiani è stata posta una targa commemorativa a ricordo del loro sacrificio

Posa delle targhe – ITINERARI DELLA MEMORIA (Valsassina-Premana-Casarsa-Barconcelli) – 26 novembre 2017

 ITINERARI DELLA MEMORIA

Valsassina – Premana – Casarsa – Barconcelli

Nell’estate del 1944 la speranza che la guerra stesse per fi nire sembra tramutarsi in realtà. Gli eserciti degli alleati avanzano e si fanno massicce diserzioni, renitenze alla leva e fughe di giovani per non andare al lavoro coatto in Germania. Le montagne a nord di Milano si riempiono e le bande costituitesi in primavera si trasformano in Brigate. Diventa imperativo organizzare gli uomini che si erano sbandati sui monti per preparare le forze per scendere e liberare il Paese da tedeschi e fascisti.

In Valsassina una banda che si era formata nella primavera del 1944, la banda Carlo Marx, si trasforma prima nella 40^ Brg. Garibaldi G.Matteotti fronte sud e poi nella 55^ Brg. Garibaldi F.lli Rosselli. Questa Brigata a fine settembre è composta da nove distaccamenti di circa 30 uomini ciascuno e copre la zona che va da Morbegno a Colico e Bellano, sale in Valsassina e nelle sue valli laterali Varrone e Biandino.

Nella zona di Premana il referente è il tenente Battista Todeschini, a Introbio è Mario Cerati e Piero Magni, comandante della Rosselli è il sestese Spartaco Cavallini, vice comandante il colichese Leopoldo Scalcini.

La speranza che la guerra dovesse presto fi nire si infrange nei primi giorni di ottobre, quando inizia un primo pesante rastrellamento che coinvolge tutta la Valsassina e le valli laterali.

Truppe della polizia tedesca e italiana, delle SS italiane, della scuola ufficiali della Gnr (Guardia Nazionale Repubblicana) di Bellano e della Gnr ferroviaria di Ballabio cercano di riprendere il controllo del territorio.

I loro obiettivi sono lo scompaginamento della formazione garibaldina, la razzia di uomini da spedire in Germania al lavoro forzato e terrorizzare la popolazione distruggendo i beni e requisendo bestiame e viveri.

L’INCENDIO DEGLI ALPEGGI IN VALVARRONE (Tratto dal libro “Vit de quai sort” di Antonio Bellati).

Una croce tra gli abeti – Non tutti i fascisti venuti da Chiarino erano andati al Poggio; una dozzi na di loro, passando da una baita all’altra, stavano incendiando tutto. (…)

Quando dopo una mezz’ora tutti quei galantuomini, riunitisi sulla strada dei Forni per il ritorno, volsero lo sguardo lassù, le case di Barconcelli non erano che un immenso falò. Quelle di Casarsa e Forni, ove avevano appena terminato lo stesso lavoro, cominciavano a bru ciare. (…) In quella sera tristemente memorabile, la vallata appariva come un gran lago di fumo, in un chiarore vermiglio.

Bepo – Quel giorno mi trovavo con diversi amici a la Basète, ma c’era gente dappertutto. Scende va un’acqua fi ne e gelida; proposi al Loie di andare al Sas da Rot in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti.

Nella baita trovammo un sach de farine, dò mascarp e un poo de beduul: polente e mascar-pe rostidel. Ne mangiammo a sazietà e ne portammo agli altri, ma eran tanti.

Loie – Io, ol Bepo, ol Serafi in di Funi, ol Carleto di Ciodaròi e ol Renzo da Sest restammo insie me e a sera salimmo verso la Croce di Chiarino a vardà gió – o sus-marie – gh ‘ere gió ol Forno tut im-piz e si sentivan colpi… Bruciavano anche Casarsa e Barconcelli. Scendemmo verso la Raal Vége, dove ol Facióon faceva il carbonaio, e ci rifugiammo nella baracca… Era notte e incominciava a piovere; pioveva sempre!

Anacleto – Quel mattino, dopo aver lasciato quel ferito in Casarsa, scappammo di nuovo anche noi sopra al Forno, verso ol Paseliin, e salendo vedevamo sull’altro versante i partigiani salire verso Barconscéi carichi di formaggio

Avevamo appena raggiunto il nostro rifugio nella valletta quando si udirono i primi colpi; spara vano dappertutto. I repubblichini, che erano venuti anche dal sentiero di Lòse, sparavano su Ca sarsa; ma su tutta la valle di Barconcelli sparavano anche da la Predace o da Mosniich, con la mitraglia e con i mortai, e si sentivano passare i colpi (…). Se avessero guardato dalla nostra parte ci avrebbero visto. Pioveva; ci sdraiammo impauriti. La sparatoria continuò per tutto il giorno.

Storia della 55° Brg. F.lli Rosselli

 

 

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2 risposte a "8 ottobre 1944"

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