La sovranità appartiene al popolo

Comitato per il No alla riforma costituzionale Cinisello Balsamo
Contributi:
Teresa Mattei – Firenze 5 maggio 2005 – da Teatro del Legame
Vittorio Foa – novembre 2005 – da Rassegna.it
Oscar Luigi Scalfaro – da Youdem Tv
Giorgio Napolitano – 29 marzo 2006 – da Radio Radicale
Piero Calamandrei – Introduzione Storica sulla Costituzione – ANPI Cinisello Balsamo
Bella Ciao – eseguito dai Modena City Ramblers – courtesy of Universal Music Italia S.r.l.
Immagini della Liberazione di Torino e di Milano – tratte dal film “Lotta partigiana” – realizzato da Paolo Gobetti – 1975, produzione A.N.C.R., Torino
Immagini della Costituente fornite da Archivio dell’Istituto Luce, Roma
Fotografie di Piero Calamandrei – concesse da Silvia Calamandrei
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Perché l’Anpi ha ragione a votare no

21 Maggio 2016

Quella che segue è la lettera che il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, ha inviato all’Unità in risposta a quella di 70 senatori del Pd pubblicata dallo stesso giornale. La lettera di Smuraglia è stata pubblicata oggi sul quotidiano.

 

Cari Senatori,
ho letto la vostra lettera aperta e ne capisco le ragioni. Quando si approva più volte una legge, si finisce per affezionarsi. Per di più, siamo già in campagna referendaria e dunque bisogna fare un po’ di propaganda e cercare di mettere in difficoltà chi si colloca, in questo caso, dall’altro lato della barricata. Capisco anche l’esaltazione che fate della Riforma: a voi piace, l’avete votata e non avete ripensamenti. Come sapete, io la penso in un altro modo e, fortunatamente, non sono il solo.
Ma consentitemi però qualche osservazione: vi dichiarate tutti “iscritti e sostenitori dell’ANPI”; ma io non vi ho mai incontrato nel lungo cammino che abbiamo percorso su queste tematiche. Un cammino che è cominciato dal 29 marzo 2014 (Manifestazione al Teatro Eliseo – Roma), è continuato per due anni, giungendo ad un primo approdo, in Comitato nazionale, il 28 ottobre 2015, con una posizione già piuttosto evidente sulla legge di riforma e l’eventuale referendum ed è proseguito con la decisione del 21 gennaio 2016, adottata dal Comitato nazionale, di prendere posizione per il “NO”. Ma non basta: ci sono stati i Congressi delle Sezioni e dei Comitati provinciali e in tutti si è finito per discutere anche sul referendum, con libertà e ampiezza di idee; i documenti votati durante questi Congressi, sul tema specifico del referendum, parlano chiaro: 2501 favorevoli, 25 contrari e alcuni astenuti. Dunque, si è discusso, ci si è confrontati (circa 30.000 presenze nei vari Congressi), ma la linea adottata il 21 gennaio, ha raccolto ampi consensi. Mancava il traguardo finale, cioè il Congresso nazionale. Si è svolto dal 12 al 14 maggio, a Rimini, introdotto da una Relazione, ovviamente “schierata” sulla base delle decisioni adottate il 21 gennaio e confermate nei Congressi. Anche a Rimini si è discusso e chi ha voluto ha parlato, in un senso o nell’altro. Alla fine, come si fa in democrazia, si è votato: 347 voti a favore del Documento base e della Relazione introduttiva al Congresso nazionale, contro tre astensioni. Chiarissimo, mi pare. O no?
Anche nella Relazione generale, peraltro, avevo riconosciuto che erano emersi alcuni dissensi, minoritari. Ad essi ho attribuito piena cittadinanza, riconoscendo “non solo il diritto di pensarla diversamente, ma anche quello di non impegnarsi in una battaglia in cui non si crede”, aggiungendo, peraltro che non si poteva riconoscere il diritto a compiere atti contrari alle decisioni assunte, perché ci sono delle regole da rispettare, codificate nei nostri documenti fondamentali, secondo le quali gli iscritti devono rispettare lo Statuto, il Regolamento e le decisioni degli organismi dirigenti; e ovviamente (anche se non c’è una norma specifica ), non recar danno all’ANPI .Tutto qui. Questo gran parlare che si fa del dissenso e di un preteso autoritarismo non ha davvero fondamento e ragion d’essere. In democrazia la maggioranza ha il dovere di rispettare il pensiero di chi dissente, ma quest’ultimo, a sua volta, ha il dovere di rispettare il voto e le decisioni assunte dalla maggioranza. Altrimenti, sarebbe l’anarchia. E questo sarebbe davvero inconcepibile in un’Associazione come l’ANPI che è sempre stata pluralista, ma nella quale mai si sono posti dei problemi come quelli che oggi vengono prospettati, non solo dall’interno, ma addirittura dall’esterno, impartendoci autentiche “lezioni” (mi piacerebbe sapere se tutti quelli che si dicono iscritti all’ANPI, lo sono davvero, oppure lo affermano soltanto, naturalmente non per contestare il diritto di critica, ma per capire da quale parte essa proviene, visto che noi un grande dibattito interno lo abbiamo già avuto in questi mesi).
Voi dite che “molto potremmo discutere sull’opportunità e sulle modalità della scelta”. Discutete pure sull’opportunità, come appassionato esercizio dialettico, ma sulle modalità stento ad immaginare che cosa si sarebbe potuto e dovuto fare di più, per giungere ad una decisione, su cui si è formata una stragrande maggioranza.
Voi vi preoccupate che l’ANPI non diventi un partito; non c’è pericolo, ve lo assicuro perché siamo sempre stati gelosi della nostra identità e della nostra indipendenza. Schierarsi in difesa della Costituzione è un obbligo che ci deriva dallo Statuto in termini che spero voi ricordiate (“concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione italiana, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli”); e nessuno pensò che l’ANPI si trasformasse in partito quando scese in campo contro la “legge truffa”, nel 1953, o quando fece altrettanto contro il Governo di Tambroni, appoggiato dai fascisti, nel 1960. Sulla Costituzione è un dovere impegnarsi e battersi con ogni mezzo perché se ne conservino lo spirito ed i valori.
Ignorare tutto questo, significa conoscere poco l’ANPI e il suo modo di essere e cancellare il dibattito e il confronto di questi mesi che hanno condotto – democraticamente – alla presa di posizione che oggi si vorrebbe mettere in discussione.
Quanto poi al modo di affrontare la campagna referendaria, non siamo stati certo noi ( e non lo saremo mai) ad “alzare i toni”. Altri hanno provveduto a farlo, eccome.
Ho una vita alle spalle, cui nessuno dovrebbe mancare di rispetto: ma dal vostro giornale ho avuto, in pochi giorni, un attacco offensivo, una vignetta vergognosa ed ora un appello che non posso che considerare come rivolto a mettere in discussione un processo democratico che ha coinvolto tutta l’ANPI.
Mi spiace che vi siate scomodati per noi, vi ringrazio dei consigli, ma noi obbediremo alla linea consacrata in un democratico Congresso, procedendo diritti per la nostra strada e rispettando perfino chi non ci rispetta. Non accetteremo l’invito quasi perentorio a continuare, al nostro interno, la discussione, perché essa c’è già stata, nella sede competente, con il totale coinvolgimento dei nostri organismi e dei nostri iscritti. Forse sarebbe un esempio da seguire, per tutti, il metodo con cui ci siamo confrontati ed abbiamo preso le nostre decisioni.
In ogni caso, e per concludere: abbiate un po’ di fiducia in noi: abbiamo sempre fatto di tutto per mantenere l’unità dell’ANPI, e ci riusciremo anche questa volta.
Cordialmente,
Carlo Smuraglia

lettera pubblicata sul sito dell’ANPI in data  21 Maggio 2016

XVI Congresso Nazionale dell’A. N. P. I.

Questo opuscolo raccoglie i documenti approvati dal Congresso nazionale nella seduta plenaria del 15 maggio, a larghissima maggioranza.

Solitamente, dal Congresso esce un documento politico unico, che è il risultato della somma tra il documento base, su cui si sono svolti i Congressi provinciali e lo stesso Congresso nazionale, e le modifiche o integrazioni emerse, appunto, nella discussione conclusiva. Nel caso specifico, peraltro, si è voluta, dal Congresso, l’approvazione anche della Relazione introduttiva, tenuta dal Presidente, in considerazione del fatto che essa teneva già ampiamente conto di quanto era emerso dai Congressi provinciali rispetto al documento originario.

Da ciò la decisione di pubblicare non solo il documento politico conclusivo, ma anche la predetta relazione. In questo modo, l’opuscolo rappresenta pienamente la volontà scaturita dal Congresso, soprattutto a riguardo della identità e del ruolo fondamentale dell’ANPI, come previsto dallo Statuto, nonché delle prospettive di lavoro futuro. Il documento congressuale, dice, su queste tematiche, parole inequivocabili e allo stato, definitive, fornendo un’idea precisa di quella che deve essere la “linea” da seguire, ovviamente con gli aggiustamenti e le integrazioni che saranno imposte dagli eventi. Una “linea” che deve costituire il punto di riferimento per tutti gli organismi, centrali e periferici, dell’Associazione. Ciò, naturalmente, col corredo delle discussioni e dei confronti che avverranno in tutti gli organismi, al fine di applicare correttamente i princìpi nelle varie realtà e nelle specifiche occasioni.

La vita dell’ANPI si basa su tre documenti: lo Statuto, il Regolamento e il documento politico approvato dal Congresso. Sta qui il nostro essere, la nostra forza, il nostro punto di riferimento, non solo nei grandi momenti ma anche nella quotidianità.

Naturalmente, non si tratta delle “Dodici tavole” né tanto meno di una Bibbia o di un Vangelo, da applicare con rigore e con fideistico attaccamento.

La discussione e il confronto sono sempre i benvenuti nell’ANPI; essi devono trovare, peraltro, un limite – appunto – nei documenti congressuali e soprattutto nel documento politico e nello Statuto, che vanno interpretati ed applicati con saggezza ed equilibrio, ma anche con senso di responsabilità. Non solo perché lo stesso Regolamento obbliga tutti gli iscritti (art. 3, c. 5) al rispetto dello Statuto, dei documenti congressuali e delle deliberazioni degli organismi dirigenti (donde la riconosciuta importanza del rispetto delle regole da parte di tutti,) ma anche perché, da sempre, è il “senso di appartenenza ” che deve caratterizzare la vita stessa dell’Associazione, così come i comportamenti di tutti gli iscritti.

Questi sono i “segreti” della nostra forza: la nostra autonomia, la nostra identità, il rispetto delle regole, scritte e non scritte. Questo ci ha aiutato a sopravvivere alle temperie, agli eventi del dopoguerra, al decorso del tempo; e questo ci aiuterà ad affrontare, non solo il presente, ma anche il futuro, nella “continuità” tra le esperienze della Resistenza e i comportamenti dell’Associazione nel dopo guerra ed ancora nella “continuità” tra le generazioni che ci hanno dato la libertà e quelle che ne hanno usufruito e ne usufruiscono ancora oggi – ripeto – con un solido ancoraggio al passato, ma – al tempo stesso – con forza ed intelligenza proiettate verso il futuro.

Carlo Smuraglia
Presidente Nazionale ANPI
Roma, 7 febbraio 2017

Comitato Provinciale di Milano Con i valori della Resistenza e della Costituzione, verso un futuro democratico e antifascista  – XVI Congresso, sabato 9 e domenica 10 aprile 2016

  
 Radio Popolare:  Il Mattino di Popolare Network di lunedì 16 maggio 2016

Intervista a Carlo Smuraglia dopo la sua rielezione a Presidente nazionale ANPI

Smuraglia: e ora torniamo al lavoro

18 Maggio 2016

Eccoci nuovamente con la News. Avevo messo a disposizione il mio incarico di Presidente, nel momento in cui scadeva il mio mandato. Il Congresso, però, si è espresso in modo molto diverso, con una richiesta corale di continuare. Non ho potuto oppormi e il Congresso si è pronunciato, rieleggendomi Presidente con voto unanime… continua…

Rimini dal 12 al 15 maggio 2016

15 Maggio 2016

Carlo Smuraglia rieletto presidente nazionale Anpi

 

Approfondimenti

I congressi dell’ANPI: una biografia del Paesedi Valerio Strinati – Pubblicato mercoledì 11 maggio 2016 su patriaindipendente.it”

NO ALLO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE!

Prossimi banchetti per la raccolta delle firme
  • Sabato 11 giugno – 10/12 – mercato quanto basta – via Frova piazzetta Il Salto
  • Venerdì 10 giugno – ore 10/12 – mercato via Binella vicino ufficio postale
  • Domenica 5 giugno – ore 10/12 – piazza Gramsci – zona centrale
  • Mercoledì 1 giugno – ore 10/12 – mercato Campo dei Fiori
  • Domenica 29 maggio – 15.30/19 – piazza Gramsci zona Banco Di Desio E Della Brianza
  • Domenica 29 maggio – ore 10/12 – piazza Gramsci
  • Sabato 28 maggio – ore 10/12 – via Sirtori di fronte a Longoni

È POSSIBILE FIRMARE ANCHE IN COMUNE PRESSO “PUNTO IN COMUNE” SPORTELLO 13


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Accordo Anpi-Arci

Accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del senato e per emendare la legge elettorale

9 Maggio 2016
In allegato il manuale operativo per la raccolta delle firme ed il comunicato del “Referendum contro l’Italicum per la democrazia” e di “No referendum Costituzione”.
Lettera congiunta del presidente nazionale ANPI, Carlo Smuraglia e la presidente nazionale ARCI Francesca Chiavacci che sancisce l’accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del Senato e per emendare la legge elettorale.
Carissime e carissimi,
stiamo entrando nel vivo della campagna referendaria, per ottenere un NO alla riforma del Senato, voluta dal Governo e per ottenere due SI agli emendamenti che proponiamo alla legge elettorale.
È una battaglia che stiamo conducendo anche con altre forze, ma nella quale noi – ANPI ed ARCI – uniti da un protocollo di intesa, non formale, vogliamo impegnarci a fondo, con la nostra autonomia, la nostra indipendenza di pensiero, il nostro modo, comune, di voler realizzare appieno la democrazia.
Ora bisogna raccogliere le firme; c’è poco tempo (meno di tre mesi), per raccoglierne quante sono necessarie, cioè 500.000 (e anche più) per ogni referendum. Non sarà facile, ma si può, si deve riuscire; utilizzando la raccolta delle firme anche per fare una grande campagna di informazione a fronte di un’enorme quantità di cittadine e cittadini che poco sanno delle questioni di merito e che bisogna sottrarre alla suggestione del plebiscito che vorrebbe il Governo.
Noi abbiamo alcuni punti fermi, che intendiamo ribadire:
  1. questi referendum non riguardano la tenuta o meno del Governo, ma solo la difesa della Costituzione, del diritto dei cittadini alla rappresentanza, del libero esercizio della sovranità popolare;
  2. affrontiamo una battaglia “politica”, nel senso più puro del termine, senza trasformarci in partiti e senza svolgere un lavoro che non appartiene alla nostra identità;
  3. affrontiamo questa battaglia non da soli, ma con tutti i cittadini, che dobbiamo informare e coinvolgere, affinché consapevolmente possano partecipare ed esprimere le proprie scelte;
  4. non ci faremo chiudere nel recinto della politica-partitica e neppure in quella della “sinistra” (posto che ce ne sia una sola); vogliamo e dobbiamo raggiungere milioni di cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza e dalle loro idee, dalle loro collocazioni professionali e politiche. Per farlo, abbiamo bisogno di aprire a tutti coloro che credono nella democrazia, restando noi stessi;
  5. è possibile che in qualche caso possiamo unire le nostre forze con quelle di chi svolge altre consultazioni, in una forma o nell’altra; ma non siamo per creare un insieme eterogeneo di richieste, rivendicazioni, proposte diverse, perché questo – più che aiutare – ostacolerebbe e renderebbe più complesso il nostro lavoro;
  6. tutto il lavoro e tutte la responsabilità, dovranno confluire nei due Comitati nazionali (quello per il NO alla Riforma del Senato e quello per il SI alle modifiche alla legge elettorale). Non accettiamo altre sovrapposizioni o rapporti di dipendenza;
  7. è stata concordemente costituita, di recente, una “Cabina di regia” che, in sostanza collegherà il lavoro dei due Comitati nazionali, divenendo il punto di riferimento, assolutamente neutrale ed impersonale, per lo scioglimento di controversie, quesiti, problemi, che possano insorgere a livello locale;
  8. bisogna costituire, ovunque, su tutto il territorio nazionale, a livello di Comune e di quartiere, Comitati referendari, che riuniscano in sé, eventualmente, le due tematiche, raccolgano le firme per entrambe e forniscano informazioni ai cittadini, creino iniziative di informazione e discussione; questi Comitati saranno tanto più autorevoli, quanto più si raccoglieranno attorno a personalità note per il loro equilibrio, la loro saggezza, il loro chiaro orientamento democratico;
  9. questi Comitati, dovrebbero comunque essere espressione di una volontà comune;
  10. occorre ricordare che non basta raccogliere firme; queste debbono essere certificate- autenticate; ci vogliono i certificatori e bisogna, spesso, retribuirli.
    Anche a questo fine, il rapporto è con i due Comitati nazionali e, per ogni problema e questione, con la “Cabina di regia”. In attesa della definizione di un preciso recapito, anche mail o telefonico della cabina di regia, potete rivolgervi a noi, che provvederemo a mettervi in relazione con essa, oppure a contattare direttamente il Comitato interessato;
  11. della costituzione di ogni Comitato è opportuno dare notizia:
    a) all’ANPI e all’ARCI nazionale (segreterianazionale@anpi.ittestini@arci.it)
    b) al Comitato per il SI e a quello per il NO
Roma, 3 maggio 2016
Il Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia – La Presidente Nazionale ARCI Francesca Chiavacci

ALLEGATI

Comunicato del “Referendum contro l’Italicum per la democrazia” e di “No referendum Costituzione”. Comunicato_CdC.

Manuale operativo per raccolta firme

 

progetto: “Piero Calamandrei – Discorso sulla Costituzione”

In occasione del sessantesimo anniversario della Repubblica, dei lavori della Costituente e della firma della Carta Costituzionale, l’A.N.P.I. di Cinisello Balsamo ha realizzato il DVD “Piero Calamandrei – Discorso sulla Costituzione”, con il contributo e il patrocinio della Provincia di Milano (Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica) e del Comune di Cinisello Balsamo e con il contributo di C.G.I.L. Lombardia, Società Umanitaria Milano, Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, A.N.P.I. Comitato Regionale della Lombardia.

Il DVD contiene un documentario (durata 17 min.) che propone uno stralcio dell’audio dell’ “Introduzione storica sulla Costituzione” che Piero Calamandrei tenne nel 1955 agli studenti milanesi, accompagnato da immagini di repertorio che ripercorrono i giorni della Liberazione, della nascita della Repubblica e dei lavori della Costituente.Calamandrei, 1920

La dottoressa Silvia Calamandrei, nipote del grande giurista, ha fornito l’audio del discorso e le foto di Piero Calamandrei, alcune inedite dell’archivio familiare e ha supervisionato il lavoro ultimato, dando il suo consenso alla distribuzione.

L’idea di realizzare il filmato è nata in considerazione del forte impatto emotivo che ha suscitato, prima di tutto su di noi, l’ascolto di questo discorso che, pur essendo stato pronunciato nel 1955, risulta essere molto attuale e di facile comprensione soprattutto per i giovani. L’analisi di alcuni articoli della Costituzione che Piero Calamandrei propone ai giovani di allora e l’enfasi con cui era solito intervenire ci hanno spinto a trovare una formula che rendesse più facile l’ascolto.

Con Ferruccio ParriPurtroppo di questo intervento non esistono reperti video, ma unicamente una registrazione audio di cui dispone la famiglia Calamandrei e la Discoteca di Stato. Alcune delle immagini sono state inserite a commento delle parole di Piero Calamandrei, altre semplicemente accompagnano l’ascolto del discorso che è preceduto dalla prolusione di Riccardo Bauer e termina con alcune immagini delle sfilate partigiane di Torino e di Milano dopo la Liberazione con il sottofondo della musica dei Modena City Ramblers. E’ stato inoltre incluso un brevissimo spezzone di pochi secondi di un filmato con Piero Calamandrei.1946-40

Il DVD contiene anche l’audio del discorso integrale, scritti di Piero Calamandrei, documenti, fotografie e un intervento della nipote Silvia.

Inoltre, grazie ad una ricerca da noi svolta per risalire al contesto in cui avvenne questo importante evento, è stato possibile inserire documenti relativi al ciclo di conferenze sulla Costituzione, iniziato e concluso da Piero Calamandrei e organizzato da un gruppo di studenti, e un’intervista a due di loro: Franco Morganti ed Enrico Colombi, che rievoca quella giornata del 26 gennaio 1955 all’Umanitaria.

stralci del DVD

VIDEO
PIERO CALAMANDREI – Introduzione storica sulla Costituzione
Milano 26 gennaio 1955 – Salone degli Affreschi – Società Umanitaria

Intervista a Franco Morganti ed Enrico Colombi (Milano – giugno 2007)

 CINISELLO BALSAMO – intervento di Silvia Calamandrei (5 novembre 2005)

Silvia, nipote di Piero Calamandrei, parla del documentario  realizzato dall’A.N.P.I. di Cinisello Balsamo

Agorà trasmette parte del discorso di Calamandrei tratto dal documentario dell’A.N.P.I. di Cinisello Balsamo


documenti

Documenti extra

Copertina del DVD

Video

Introduzione storica sulla Costituzione

PIERO CALAMANDREI – Introduzione storica sulla Costituzione
Milano 26 gennaio 1955 – Salone degli Affreschi – Società Umanitaria