MEANI CARLO

a cura del Centro Documentazione Storica del Comune di Cinisello Balsamo

Carlo MeaniNato a Cinisello il 18 luglio 1904, antifascista e perseguitato politico, già dal 1920 subì fermi di polizia e arresti durante i quali venne duramente malmenato. La sua abitazione fu spesso presa di mira dagli squadristi. Conobbe per due anni il carcere e per più di sei il confino a Ponza, alle Tremiti e a Pisticci, dove rimase fino alla caduta del fascismo, lontano dal suo paese e separato dai suoi affetti. Molte furono le malattie contratte nel periodo delle persecuzioni, tali da pregiudicare per sempre il suo stato di salute.

Ritornato a Cinisello Balsamo, per tutto il periodo della Repubblica Sociale Italiana, per sottrarsi a rappresaglie e arresti fu costretto a spostarsi senza tregua da un luogo a un altro. Collaborò con i partigiani della sua città. Fu molto stimato per la sua saggezza, il buon senso e la correttezza, da tutti i componenti della 119^ Brigata Garibaldi Quintino Di Vona, della quale fu vice commissario politico con il nome di battaglia Geo.

Dopo la Liberazione, designato sindaco della città dal Comitato di Liberazione Nazionale, Meani si mise subito al lavoro con impegno e serietà e fu molto apprezzato per la sua modestia e il suo rigore. Pur avendo subíto molte angherie, il suo fu un comportamento tollerante e corretto anche nei confronti dei fascisti arrestati. Si impegnò nell’attività politica e amministrativa, dimostrando grande moderazione e sollecitudine verso i suoi concittadini che faticosamente cercavano di ricostruirsi un futuro, all’insegna di quegli ideali che l’avevano guidato per tutta la vita.

I risultati delle elezioni del 1946 facevano supporre che Carlo Meani, che aveva ricevuto un numero alto di preferenze, venisse riconfermato sindaco della città. Ma così non fu per accordi politici all’interno della lista unica, presentata da comunisti e socialisti, che aveva ottenuto la maggioranza alle urne. Questo fatto rappresentò per Meani una forte delusione che però non pregiudicò il suo futuro impegno. Venne sempre eletto per il Partito Comunista Italiano in tutte le successive elezioni amministrative; fu infatti consigliere comunale dal 1946 al 1970, assessore supplente nella Giunta Viani dal 1956 al 1960 e assessore alla Polizia Urbana nella Giunta Raimondi dal 1963 al 1964.

Alla sua morte, che avvenne il 19 marzo del 1976, i familiari fecero incidere sulla lapide l’epigrafe: “Lottò e soffrì per un ideale di libertà e democrazia”.

A quarant’anni dalla sua scomparsa, il 25 aprile 2016, a Carlo Meani viene intitolata una via cittadina.

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Lunedì 25 aprile 2016, nel corso della manifestazione per il 71° anniversario della Liberazione, verrà intitolata una via cittadina a Carlo Meani

 Ore 9.00 – Chiesa S. Martino – Soncino Santa Messa in suffragio dei Caduti per la Libertà

Ore 10.00 – piazza Soncino / partenza del corteo preceduto dalla Filarmonica Paganelli ’79, attraverso via S. Paolo, via S. Antonio, piazza Italia, via Cadorna, via della Libertà

Ore 10.45 / piazza Confalonieri / intitolazione di una via a Carlo Meani / cerimonia di svelamento della targa / interviene l’assessore alla Politiche culturali Andrea Catania

Ore 11.00 / piazza Gramsci / interventi commemorativi: Siria Trezzi – sindaco / Andrea Ronchi – presidente del Consiglio Comunale / Vito Carchia – A.N.P.I. Comitato Provinciale di Milano / Felice Riccardi – presidente A.N.P.I. Cinisello Balsamo 


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Per uno Stato pienamente antifascista

Consegna del documento al Capo dello Stato

Il 22 marzo 2016, è stato consegnato al Capo dello Stato Sergio Mattarella il documento che l’Istituto Cervi e l’ANPI hanno preparato nel corso del convegno del 9 gennaio scorso “Per uno Stato pienamente antifascista” sull’antifascismo oggi, sui diffusi fenomeni di neofascismo, sull’assoluta necessità che la cultura democratica venga insegnata a scuola.
L’accoglienza del Presidente è stata molto attenta e partecipe. L’eco dei fatti di Bruxelles conferma la necessità di sviluppare il sogno europeo nella democrazia e nella pace. Il Presidente della Repubblica troverà i modi per svolgere un’azione di stimolo e vigilanza su questi temi.
L’antifascismo utile all’Italia e all’Europa del XXI secolo è anche quello che risponde al bisogno di sicurezza con il presidio della legalità democratica. Non v’è battaglia più attuale e più coerente con il lascito dell’esperienza storica antifascista, di quella per la difesa dei valori della libertà, del diritto, della solidarietà, della democrazia che hanno costruito l’Unione Europea e che devono costituire il fondamento e la base della convivenza democratica, in Europa e nei singoli Paesi che la compongono.
Nel Seminario sono emerse richieste e proposte concrete di tipo generale e per singoli settori (‘Legislazione e giustizia’, ‘Scuola’, ‘Conoscenza e rispetto della Costituzione’, ‘Autonomie’), ed è stato dato, ai due Presidenti, rispettivamente dell’ANPI e dell’Istituto Alcide Cervi, l’incarico di rappresentarle ed esporle alle massime Autorità del nostro Paese.

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