26. Voto a data certa e decretazione d’urgenza

Al fine di rafforzare l’incidenza del Governo nel procedimento legislativo, il progetto di revisione costituzionale riconosce all’esecutivo il potere di chiedere che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno della Camera e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della stessa entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione, ulteriormente prorogabili per non oltre quindici giorni (cosiddetto istituto del voto a data certa). In questo modo il Governo si impadronisce, di fatto, dell’agenda dei lavori parlamentari e senza nemmeno il limite dei requisiti di “necessità e urgenza” chiesti per i decreti legge. L’esecutivo acquisisce così uno strumento di ingerenza nel potere legislativo che viola il principio di separazione dei poteri.