23. Revisioni costituzionali e metodo adottato

Una prima osservazione da avanzare, spesso dimenticata o rimossa, è che le eventuali revisioni costituzionali sarebbero varate da un Parlamento di non eletti, ma di designati dai partiti, grazie ad una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Una revisione costituzionale di grande peso, come quella che attiene alla eliminazione o trasformazione di una delle due Camere, non può essere neppure concepita per semplici ragioni di risparmio di spesa, come frequentemente si sostiene e come viene teorizzato nel disegno di Legge governativo di revisione costituzionale. Il problema è quello della funzionalità, non quello dei costi. E’ opportuno, infine, ricordare che sulle revisioni costituzionali la parola spetta in primis al Parlamento. Il Governo dovrebbe esprimere un parere conclusivo su un progetto e non presentarlo alle Camere e imporre i propri tempi, proprio per la ragione essenziale che il problema dovrebbe essere sottratto al dominio della contingenza politica e delle scelte governative, pena lo stravolgimento del sistema che vige nella nostra Repubblica.
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