27. Legge elettorale

Con la nuova legge elettorale il premio di maggioranza (55% dei seggi) scatta col 40 per cento dei voti conseguiti. Se questa percentuale non viene raggiunta da alcuna lista, i primi due partiti vanno al ballottaggio, indipendentemente dalla percentuale che raggiungono in assenza di una soglia minima. Sarà quindi una piccola minoranza del popolo sovrano a consegnare il potere al partito vincente tenendo conto che gli astenuti saranno probabilmente il 40 per cento e anche di più. La soglia di sbarramento per l’ingresso alla Camera dei Deputati è fissata al 3%.
Si registra quindi un allontanamento da un genuino sistema parlamentare in favore del potere personale di colui che conquista la carica di primo ministro. Gli elettori avrebbero soltanto un residuale potere di esprimere i propri rappresentanti, in quanto sarebbero più di cento i nominati dai partiti. La sostanziale abolizione del Senato, non più elettivo, collegata alla nuova legge elettorale, indebolisce ulteriormente il potere legislativo a vantaggio di un esecutivo che si concentra nelle mani di un Presidente del Consiglio che comanda da solo.
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